Storia

Lo stabilimento chimico di Pieve Vergonte viene fondato a Milano il 15 novembre 1915, presso lo studio del notaio Serina, con un capitale di lire 2.500.000 e la ragione sociale di “Stabilimento di RUMIANCA Ing. A. Vitale”.
L’impianto viene installato a Pieve Vergonte, allora frazione del comune di Rumianca.
L’Ing. Alfonso Vitale assume l’incarico di Amministratore delegato e Direttore Generale.
Scopo societario è l’installazione urgente di un impianto d’Elettrolisi per la produzione di cloro-soda. Viene scelta l’area in Val d’Ossola dove già si costruiscono centrali idroelettriche di notevole potenza; ciò perché il cloro-soda richiede grande disponibilità di energia elettrica.
Nel mese di maggio del 1915, quando l’Italia entra in guerra contro l’impero Austro-Ungarico, a Pieve già fervono i lavori di costruzione dell’impianto che, con il cloro, dovrà produrre aggressivi chimici.
L’area ove sorge lo stabilimento, viene acquistata in parte dal comune di Rumianca e in parte da privati; è ubicata nei pressi della fermata della linea ferroviaria Novara-Domodossola inaugurata nel 1888. La sede legale è stabilita a Genova, dove risiede l’ing. Vitale, e la sede operativa a Vogogna presso la villa delle Rose.
Contemporaneamente all’impianto cloro-soda, si avviano altri cicli produttivi quali solfuro di carbonio, l’acido solforico e, in seguito, il tetracloruro di carbonio e il cloro calce.
Ultimata la guerra, il Vitale, per superare la crisi in cui è caduta tutta l’industria italiana, amplia e migliora gli impianti esistenti; entra in contatto con l’industria chimica francese per la vendita del cloro in esubero: esubero relativo al fatto che l’industria italiana richiede soprattutto soda caustica.
Per migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei dipendenti, fonda la Cooperativa, la mensa aziendale e costruisce e acquista vari alloggi, stipula una convenzione con le F.S per la costruzione della Stazione ferroviaria dotata di raccordo con lo stabilimento.
Migliora le vie di comunicazione, in accordo con i comuni di Rumianca e Fomarco, facendo costruire la strada carrozzabile tra Piedimulera e Pieve Vergonte, subito dopo, la strada di raccordo tra il comune di Rumianca e quello di Vogogna compresa la “passerella” sospesa sulla Toce.
Nel 1922 l’Ing. Vitale lascia la Rumianca che entra a far parte del gruppo SNIA VISCOSA dell’azienda Gualino, la sede societaria si trasferisce a Torino.

La SNIA è già un’affermata industria che produce fibre tessili artificiali e per le proprie lavorazioni necessita di solfuro di carbonio e di soda caustica.
Il nuovo Amministratore delegato è l’ing. Ostilio Severini. Sorgono intanto nuovi impianti per la produzione di tetralina, cloro benzolo e la soda concentrata; il professor Luigi Casale, docente della facoltà di Chimica dell’Università di Torino, porta a termine gli studi e la sperimentazione sulla Sintesi dell’ammoniaca cedendo poi l’uso del brevetto alla Rumianca.
Negli anni ’30, a causa delle sanzioni economiche imposte all’Italia e del conseguente stato d’autarchia, la Rumianca intraprende l’attività mineraria in Val Toppa, in Valle Anzasca e in Valle Antrona.
Con l’anidride arseniosa, ottenuta dalle piriti arsenicali delle miniere aurifere, inizia la fabbricazione degli anticrittogamici formulati e del solfato di rame.
Unitamente alla miniera dei Cani di Vanzone, acquisisce lo stabilimento minerario di Battiggio dove il minerale estratto viene già in parte lavorato, completandosi a Pieve con il trattamento del minerale nei forni rotativi “Lurgi”.
Con le piriti di ferro della miniera di Ogaggia in valle Antrona, si ricava l’anidride solforosa per la produzione di acido solforico e Oleum. Viene attrezzato anche il reparto “oro” per l’estrazione del prezioso metallo grazie al procedimento di torrefazione e di cianurizzazione.
Dal 1930 l’Amministratore Delegato è il comm. Ferdinando Ravazzi che porterà la Rumianca a quotarsi in borsa nel 1938.
Per garantirsi ampia disponibilità di E.E., la Rumianca nel 1938 dà inizio alla costruzione della centrale idroelettrica di Megolo con una produzione di ca 8.000 Kwh, derivando l’acqua dalla Toce con lo sbarramento della Masone; oltre a una centralina a Piedimulera che produce 2.500 kwh ca.
Durante la seconda guerra mondiale, 1940-1945, la Società stipula un contratto di collaborazione con il Centro Chimico Militare per la costruzione di aggressivi chimici, fumogeni e nebbiogeni.
Viene installato un nuovo impianto cloro-soda con tecnologia KREBBS, dotato di 68 celle a mercurio in grado di produrre 30 ton di soda caustica 100% e 27 ton di cloro giornalmente.
L’area industriale viene ampliata di 200.000 mq. circa e si costruiscono gli impianti per sodio metallico, DCA, DFA, Fosgene, Acido Formico e un nuovo Clorobenzolo.

Tra il 1941 e il 1942 vengono edificati il Villaggio per le maestranze, dotato di venti palazzine con 90 alloggi, alcune villette per i dirigenti, il dopolavoro con albergo e sala cinematografica, una moderna infermeria, la palestra, il fabbricato docce con spogliatoi e il nuovo palazzo uffici direzionali.
La Mensa aziendale viene completamente ristrutturata e ampliata per essere in grado di servire 1000 pasti al giorno.
Terminata la guerra, la Rumianca istituisce un moderno e attrezzato Laboratorio Studi e Ricerche per la messa a punto di nuovi prodotti per l’agricoltura e la chimica di base; in conseguenza, dà inizio alla produzione dei fertilizzanti complessi granulari; il Fosfammonio e il PKN.
Nel 1948 viene portata a termine la costruzione della centrale idroelettrica di Ceppomorelli, che deriva dall’Anza a Macugnaga, ed è completata da un bacino di decantazione in Val Quarazza; la condotta forzata ha un salto di 550 m e la centrale sviluppa una potenza di 14.000 kwh.
La produzione dei fertilizzanti ha richiesto la realizzazione di un moderno impianto di Ammoniaca Sintetica, sistema Casale; per la produzione della miscela Azoto-idrogeno dal metano viene installato un impianto di Cracking su licenza Ercules e realizzato dalla Grande Paroisse francese.
Si installa anche un grande impianto di acido solforico in grado di trattare piriti di ferro granulari e flottate, con forni a letto fluido della DORR-OLIVER (USA).
La produzione dei concimi raggiunge 25.000 ton anno che vengono stoccati in due grandi magazzini allo stato sfuso; quindi confenzionati al momento della partenza.
Si realizzano gli impianti per la produzione del D.D.T., della Cloridrina Solforica, del Cloro e dell’Ortodiclorobenzolo, delle terre decoloranti, dei diserbanti selettivi, della polvere Rumianca, Dell’ossicloruro di rame, del microzolfo e del solfato d’ammonio con una capacità di 80 ton/g.
Nel 1954, all’esterno dello stabilimento in prossimità del canale, per sopperire alla carenza di E.E. nei mesi invernali, viene realizzata una centrale termoelettrica a nafta pesante, della potenza di 14.000 kwh, con caldaia Breda, turbina Tosi e generatore Savigliano.
Nel 1964 muore il presidente Gualino. A causa della costruzione del nuovo stabilimento di Cagliari-Assemini e della contemporanea concorrenza, sul mercato dei concimi, da parte di Aziende statali, la Rumianca viene coinvolta in una seria crisi finanziaria, con conseguente perdita della quotazione in borsa.
Il gruppo SIR di N. Rovelli, in poco tempo, rastrella il 37% delle azioni Rumianca divenendone, nel 1967, il maggiore azionista; la sede viene trasferita a Milano.
Fino al 1982 la vita della Rumianca è condizionata dall’amministrazione Rovelli e, quando la SIR viene travolta dai debiti accumulati per cattiva gestione dei prestiti ricevuti, parte notevole di questi viene indirettamente scaricata sulla Rumianca stessa che rischia la chiusura definitiva.

Con il D.L. 721 del 9.12.1981, il Governo italiano stabilisce il programma per il riassetto del gruppo SIR e Rumianca, in attuazione del quale lo stabilimento di Pieve Vergonte viene trasferito all’Anic, società dell’ENI; contemporaneamente la Rumianca S.p.A. viene posta in liquidazione conclusasi il 23/09/1989.
La gestione ENI, attuata dall’Enichem, ha inizio il 1° aprile 1982.

Il 1° luglio 1997 lo stabilimento chimico di Pieve viene ceduto dall’Enichem alla Tessenderlo Italia S.r.l., società franco-belga.
Tale gestione è caratterizzata da notevoli investimenti per migliorie e risanamenti, con particolare attenzione verso le centrali idroelettriche.